Il mondo del lavoro, da un paio di anni ad oggi, sta attraversando una fase di transizione densa di cambiamenti che hanno rivoluzionato il nostro immaginario professionale condiviso.

Dallo scoppio della pandemia, ad oggi, il lavoro ibrido ha conosciuto una fase unica da protagonista, che l’ha visto emergere in modo deciso come nuova soluzione ideale per affrontare la crisi e fornire una serie di risposte ai bisogni economici e sociali delle aziende.

I Principali vantaggi emersi ed i risultati a confronto:

Nato come risposta ai vincoli sanitari di distanziamento sociale e prevenzione del contagio, lo Smart Working ha permesso alle aziende di beneficiare anche di una riduzione dei costi d’ufficio e inoltre, di una migliore gestione del tempo professionale, consentendo al proprio personale maggiore flessibilità, qualità della vita e quindi gratificazione fisica e psicologica, a fronte del particolare momento.

Come al solito, l’essere umano ha indagato il fenomeno, producendo rapidamente svariati studi e analisi del caso, alla ricerca di vantaggi segreti e cause correlate che potessero far scoprire qualcosa di più sulla dinamica dello Smart Working.

I primi dati, figli del periodo insolito vissuto da tutto il mondo, fornivano indicazioni complessivamente molto positive, derivate in parte dall’entusiasmo della novità e dei cambiamenti che una rivoluzione simile sembrava prospettare. 

Più recentemente invece, questo flusso di produttività è andato stabilizzandosi su medie più moderate, figlie di un ripristino delle dinamiche sociali e professionali antecedenti il 2020.

Tra le principali cause, sembra assurdo, proprio la mancanza di quel contatto fisico tra persone, con la contaminazione di idee e influenze che ne deriva, evitato paradossalmente fino a quel momento. 

Quale percorso per il futuro del Lavoro Ibrido?

Lo Smart working rappresenta quindi un caso di studio dinamico, che  si è evoluto nel tempo e che ora, a seconda dell’area geografica di riferimento, riporta risultati e soprattutto scelte differenti, ancora in evoluzione.

 Il mercato del lavoro americano ad esempio, opta per consolidare e adottare questa nuova dinamica di flessibilità (nonostante la mancanza di contatto fisico), in quanto fattore vincente nell’acquisizione e mantenimento di talenti, incentivati da un miglior equilibrio lavoro-vita privata.

Per l’Italia, al contrario, visto anche il tessuto economico di imprese che la compone, la tendenza mira a conservare e ripristinare in parte la dinamica di collaborazione e condivisione degli spazi classica, con l’eccezione delle grandi imprese internazionali. 

Per Noi ed il nostro mercato, è ancora necessario del tempo per sviluppare la piena consapevolezza che un ritorno ai modelli precedenti è impossibile e che, per quanto limitato, lo smart working è una forma di progresso, capace di rinnovare il nostro panorama, anche se, per il momento, ancora non c’è un contesto maturo per un suo pieno sviluppo professionale.

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