
Nella competizione globale sugli investimenti in ambito di Intelligenza Artificiale (AI), è emerso tramite diversi studi interni alla commissione europea ed alle revisioni delle relative infrastrutture dedicate, come l’Europa fatichi a tenere il passo tecnologico ed economico in questa gara con Stati Uniti e Cina.
La motivazione principale è quella che le iniziative di Bruxelles, per sviluppare un ecosistema europeo di AI, non sono in alcun modo state adeguatamente coordinate con quelle degli Stati membri.
E, questo mancato allineamento, insieme a un monitoraggio non sistematico della performance degli investimenti, ha pertanto minato la credibilità dei piani dell’UE, raddoppiando il divario con gli Stati Uniti a un ammontare potenziale di un volume oltre 10 miliardi di euro.
Obiettivi Ambiziosi ma Vaghi
Attualmente, gli obiettivi di investimento dell’UE sono ad ogni modo vaghi e obsoleti.
La mancanza di una conclamata ambizione collettiva e condivisa all’interno dell’Unione contrasta con l’obiettivo di costruire un ecosistema di Intelligenza Artificiale competitivo, coese ed efficiente a livello mondiale.
Evidenziando quindi come non sia chiaro in che modo gli Stati membri avrebbero contribuito agli obiettivi generali di investimento dell’UE, si viene a creare un vuoto di mezzo che suddivide le colpe ma non fa emergere soluzioni nette e utili.
Le infrastrutture finanziate dall’UE hanno pertanto tardato a decollare, in quanto prive nel frattempo di riferimenti univoci e sarà necessario attendere ancora perché le misure per la realizzazione di un mercato unico dei dati possano stimolare effettivamente gli investimenti nel settore e la tanto desiderata cooperazione tra gli Stati membri.
La Necessità di una Governance Più Forte & l’ Obiettivo del 2030
Per realizzare le proprie ambizioni in materia di Intelligenza Artificiale, l’UE deve adottare una governance più forte e incrementare gli investimenti pubblici e privati.
Questi aspetti saranno cruciali per determinare la velocità della crescita economica dell’UE negli anni a venire.
Nella corsa all’IA, infatti, il rischio è che il vincitore prenda tutto.
L’UE si quindi è posta l’obiettivo che il 75% delle imprese utilizzi l’Intelligenza Artificiale entro il 2030.
Attualmente, solo l’8% delle imprese nell’UE utilizza tecnologie di IA, con notevoli variazioni tra i diversi Stati membri.
Paesi come Danimarca (15,2%), Finlandia (15,1%) e Lussemburgo (14,4%) vantano le percentuali più alte di adozione, mentre Romania (1,5%), Bulgaria (3,6%), Polonia (3,7%) e Ungheria (3,7%) si trovano in fondo alla classifica.
L’Italia, con un 5%, si colloca sotto la media europea.
Inoltre, quattro paesi dell’Unione (Bulgaria, Croazia, Grecia e Romania) non dispongono ancora tuttavia anche di una strategia nazionale definita in materia di Intelligenza Artificiale.
Un Futuro da Costruire
Recuperare il terreno perso diventa sempre più difficile per l’Europa e quindi per il nostro stesso paese.
Tuttavia, con una governance più efficace e investimenti mirati, l’UE ha la possibilità di colmare il divario e affermarsi come leader nel campo dell’Intelligenza Artificiale.
È essenziale che le azioni siano coordinate e che gli obiettivi siano chiari e ambiziosi. Solo così l’Europa potrà competere con i giganti mondiali e garantire una crescita economica sostenibile e inclusiva.
