La protezione del perimetro della rete aziendale dalle intrusioni dovrebbe sempre essere una delle principali priorità strategiche di un’azienda, specie oggigiorno, a fronte degli sviluppi disponibili in ambito di protezione e sicurezza informatica, tanto quanto a livello di insidie presenti nel web. 

Mantenere una sorveglianza periodica e costante rappresenta quel tipo di risposta utile e capace di mantenere vigile e sicura l’azienda sul piano delle effrazioni digitali, permettendo di individuare con prontezza le variabili di rischio, ed arginarle adeguatamente individuando preventivamente gli elementi che possono costituire un pericolo.  

Nel contesto attuale e futuro non è però facile…

Inevitabilmente in quest’epoca di digitalizzazione costante e verticale si è esposti sempre più al mondo del web tramite la propria rete aziendale e tutti i dispositivi e connessioni che si interfacciano con infrastrutture terze ed esterne al nostro controllo. 

Oggi infatti, molte di queste minacce digitali agiscono in modo silente, facendo breccia dall’esterno e rimanendo in attesa di un momento propizio con cui arrecare danni in svariato modo, tramite sovraccarichi della rete, codici e virus malevoli come ransomware, malware e così via. 

Una fase questa, che avviene comunque dopo un’attenta analisi delle vulnerabilità aziendali da parte degli hacker, impegnati nella ricerca di varchi utili per agire e colpire indisturbati ed in concomitanza con delle evidenti lacune lasciate scoperte dalle proprie contromisura di sicurezza informatica.

Come poter rimediare:

In caso di violazione della rete, o in prevenzione di questo scenario è opportuno effettuare analisi, piani di risk recovery e valutazioni delle possibili conseguenze.

 Questi solitamente svariano da ipotesi di temporanea inattività,  fino a possibili violazioni dei dati (con ingenti costi di riscatto, pena una o più delle altre conseguenze qui riportate) e nel peggiore dei casi, la perdita irrimediabile della fiducia dei clienti. 

Pertanto, per identificare e valutare le potenziali debolezze presenti nei sistemi informatici, nelle reti o nelle applicazioni di un’Azienda è disponibile il Vulnerability Assessment, (o valutazione delle vulnerabilità): 

  • Un processo articolato e rivolto appositamente a valutare in anticipo possibili aree di rischio esposte e passibili di minacce, consentendo di definire una strategia di sicurezza puntuale.

 

  • Composto da più passaggi, effettuati in modo periodico per garantire un monitoraggio costante, il Vulnerability Assessment inizialmente identifica e cataloga tutte le risorse digitali coinvolte, come server, dispositivi di rete e applicazioni, valutandone le criticità attraverso una scansione alla ricerca di porte aperte, servizi non aggiornati o aree non sicure.

 

  • Analizzando i risultati ottenuti ed il loro livello di vulnerabilità, si stila quindi una classifica che aiuti nel definire le priorità d’intervento e nell’indirizzare le risorse sulle criticità di maggior interesse, fornendo un report riepilogativo di quanto rilevato nel corso del processo e quali risultati meritano maggior attenzione. 

A questo punto avvengono due cose: 

  • Lo strumento, attraverso algoritmi di Intelligenza artificiale, è in grado di effettuare una prima scrematura della moltitudine di informazioni generate, per categorizzare ed escludere i cosiddetti “falsi positivi”.

 

  • I professionisti della sicurezza delle informazioni analizzano i dati notificati dal sistema di analisi determinando il livello di minaccia ottenuto

Rendere tale pratica un’abitudine ricorrente e costante nel tempo non è quindi un mero esercizio professionale di tutela circoscritta, ma una vera e propria strategia di copertura solida e strutturata in modo strategico per fare gli interessi dell’azienda, preservandone ora e in futuro la stabilità e la sicurezza operative, selezionando una forma puntuale e precisa di analisi e prevenzione come il Vulnerability Assessment.